Pirate Pay, a dispetto del proprio nome, non è un sistema “pirata” per il commercio elettronico: al contrario, è una tecnologia che inibisce la condivisione dei file su BitTorrent. Finanziata da Microsoft, la società russa ha inizialmente collaborato con Walt Disney Studios e Sony Picture per impedire il download illegale dei film.
Alla prova sul campo, Pirate Pay è riuscita a bloccare 44.845 copie di Vysotsky. Thanks to God, I am alive — un film uscito nelle sale russe il 1 dicembre 2011. Rispetto al traffico attuale dei contenuti protetti dal diritto d’autore su BitTorrent, è un numero molto esiguo. Tuttavia, è stato sufficiente a convincere gli investitori.
Fondata nel 2009, Pirate Pay ha ricevuto $100.000 da Microsoft per rafforzare il sistema. L’idea non è del tutto originale: Peer Media, una società che un tempo era nota come MediaDefender, aveva già realizzato qualcosa di molto simile. Ed è fallita. Non stupirebbe poi granché, se Pirate Pay dovesse fare la stessa malaugurata fine.
Via | TorrentFreak
Pirate Pay – dalla Russia – blocca i file scaricabili con BitTorrent é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 13:00 di lunedì 14 maggio 2012.

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Mark Zuckerberg o, comunque, chi ha redatto i nuovi termini d’utilizzo di 




Una società che produce film di carattere pornografico, un avvocato improvvisato che non può esercitare e una serie di processi sul download illegale da sottoporre a revisione. Sarebbero ottimi elementi per una barzelletta e, invece, hanno costretto la Magistratura statunitense della Florida al riesame delle cause sul peer-to-peer.
La Société d’Auteurs Belge – Belgische Auteurs Maatschappij (
L’Unione Europea ha emesso – attraverso la 



