Cloud: limiti e soluzioni
Sottovalutare alcuni aspetti implementativi del Cloud Computing può portare a seri problemi quando il sistema viene messo a regime in ambiente di produzione. E’ necessario quindi avere ben presente il tipo di problema e istituire opportune contromisure per tempo.
Interruzione del servizio: è l’incubo di ogni provider e di ogni cliente. Devono far riflettere esempi eccellenti quali il guasto di alto profilo agli Amazon Web Services (AWS): la contromisura migliore è pensare a servizi indipendenti e più copie ridondate dei dati su zone di disponibilità diverse, e se si contempla che la rete possa avere intoppi, si deve pensare ad una infrastruttura in cui gli host sono ridondati: se cade uno l’altro lo sostituisce.
Problemi di backup. Quando si tratta di dati cruciali non si deve mai demandare la totale protezione dei dati al provider: si deve determinare il corretto setup a livello di disaster recovery del cloud provider e, in aggiunta, prevedere un backup indipendente, anche perchè la responsabilità dei dati in parte resta all’azienda cliente, e non viene totalmente trasferita al provider del servizio.
Problemi mail. Un potenziale blocco del sistema mail colpisce duramente le aziende, tagliate fuori dalle relazioni con clienti e fornitori con ovvie ricadute sul business. Problemi di questo tipo si sono verificati in passato anche con Google Gmail (un opportuno ripristino a partire dai backup su nastro ha permesso di riprinsitinare la normalità del servizio) e con Microsoft Hotmail (uno script di cancellazione di account fasulli creati a fini di test aveva cancellato circa 17.000 account reali). La contromisura è sempre il backup ad accesso offline.
Sistemi fuori uso. In questo caso il problema riguarda le infrastrutture hardware che possono avere problemi di continuità: è accaduto anche a salesforce.com (KO servizi e backup) per problemi elettrici che hanno messo in downtime i server. Nei casi di esigenza di una “disponibilità assoluta” non si deve pensare ad una unica Cloud. Le aziende devono valutare se i propri dati di business possono sopportare downtime occasionali e, in caso contrario, assicurarsi che la propria configurazione abbia la resilienza necessaria per evitarli o pensare di scegliere due provider diversi per il mantenimento di un workload con caratteristiche di sicurezza disponibilità e integrità adeguate.
Lato provider i dati devono poter essere ridondati in data center diversi in modo che in caso di caduta di uno, gli altri possano mantenere il servizio attivo.
In tutti i casi, è bener ricordare che non esiste server, centro o servizio affidabile al 100%, come insegnano anche i recenti casi italiani di Aruba e Poste Italiane: il servizio cloud deve essere implementato con questa consapevolezza altrimenti non si fanno servizi informatici con la Nuvola ma si dimostra di avere la testa fra le nuvole. E c’è una bella differenza…